Incontinenza

L'INCONTINENZA

Cos’è e quali sintomi ha

INDICE

1Cos’è

L’incontinenza urinaria è stata definita dall’International Continence Society, come qualsiasi perdita involontaria di urina che determina un peggioramento della qualità della vita.

COME FUNZIONA L’APPARATO URINARIO

L’apparato urinario è costituito principalmente da reni, vescica, ureteri, uretra.
I reni, situati nella regione lombare, sono organi a forma di fagiolo e hanno il compito di filtrare il sangue, depurandolo dalle sostanze tossiche e dai prodotti di rifiuto del metabolismo. Da questo processo di filtraggio si crea l’urina.
L’urina in seguito viene convogliata in due tubicini, chiamati ureteri, che giungono poi nella vescica. La vescica è un organo cavo, situato nel bacino, costituito da tessuto muscolare.
Quando la vescica è piena segnala ai ricettori il bisogno di mingere, da qui l’urina passa attraverso l’uretra. Il suo funzionamento dipende dal tessuto muscolare che la circonda, tenendola chiusa – quando deve avvenire la continenza – e facendola rilassare – quando deve avvenire il passaggio dell’urina.

FISIOLOGIA DELLA MINZIONE

Tra i muscoli adibiti alla minzione ne abbiamo alcuni involontari, ossia che agiscono senza il
controllo della nostra volontà, e altri volontari, ossia che possiamo controllare.
Il meccanismo involontario provoca la distensione delle pareti della vescica e il suo riempimento.
 Quando è piena, i recettori inviano al cervello il segnale del bisogno di mingere, che viene percepito come un senso di pienezza.
I muscoli volontari, invece, agiscono nello svuotamento della vescica. Quando si rilassano, lo sfintere uretrale si apre e permette la fuoriuscita dell’urina, quando invece rimangono contratti garantiscono la continenza.
Di norma la vescica garantisce un’autonomia di 3-4 ore durante il giorno, che diventa di 7-8 ore durante la notte, permettendo così un riposo notturno senza interruzioni.

LE DIVERSE FORME DI INCONTINENZA
  1. INCONTINENZA URINARIA DA SFORZO
    Sono perdite involontarie di urina, che si manifestano quando avvengono sforzi fisici (tossire, starnutire, ridere, sollevare pesi, etc…). A causa dell’aumento di pressione su addome e vescica, il pavimento pelvico – ossia la struttura di legamenti, fasce e muscoli che sostiene gli organi pelvici – non riesce a chiudere adeguatamente l’uretra e comporta la fuoriuscita involontaria dell’urina.
  2. INCONTINENZA URINARIA D’URGENZA
    Sono perdite involontarie d’urina, accompagnate o precedute dal bisogno di mingere, causata dalla contrazione anomala della vescica, quando non è completamente piena.
  3. INCONTINENZA URINARIA MISTA
    Sono perdite involontarie d’urina, che si verificano sia durante gli sforzi, sia nei casi di urgenza. È quindi una combinazione di entrambe le forme precedenti.
SINTOMI DELL’INCONTINENZA

Questi sono una serie di sintomi che si presentano quando il pavimento pelvico non è in buona salute. Ti riconosci in almeno uno di questi sintomi? Se sì, allora vuol dire che è arrivato il momento di prenderti cura del tuo pavimento pelvico.

  • difficoltà a interrompere il getto urinario
  • perdite urinarie sotto sforzo (tosse, starnuti)
  • dolore alla vagina durante i rapporti sessuali
  • sensazione di peso e instabilità nella zona perineale
  • perdita di liquidi dalla vagina dopo l’immersione in acqua
  • perdita di aria dalla vagina
  • difficoltà nel trattenere i gas intestinali, le feci e/o gli assorbenti interni
  • emorroidi
  • stitichezza, malgrado un adeguato apporto di liquidi e una dieta ricca di fibre.

2Contesto e tipologie

Gli studi scientifici dimostrano che il 20-30% delle donne in età fertile soffre di incontinenza urinaria, la percentuale aumenta al 40% per le donne in menopausa e arriva a oltre il 50% nelle donne anziane*. Questo dimostra quanto il fenomeno sia diffuso, ma nonostante ciò le donne tendono a sottovalutare il problema, rinviandolo e vivendolo con imbarazzo e frustrazione, tanto da modificare le proprie abitudini sociali, tendendo all’isolamento.
In I-Tech Medical Division da sempre sosteniamo i pazienti nel loro processo di guarigione con strumentazioni all’avanguardia che li aiutano ad ottenere una migliore qualità della vita. Per questo abbiamo deciso d’impegnarci in prima linea sul tema dell’incontinenza femminile, contribuendo a una maggiore informazione e sensibilizzazione al problema, così che l’incontinenza urinaria femminile non sia più un taboo e ogni donna possa contare su un supporto mirato alle sue esigenze.

*Fonte: AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti).

INCONTINENZA IN GRAVIDANZA

Durante la gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, è possibile avere piccole perdite di urina, poiché l’utero si ingrandisce notevolmente e tutto il peso del bimbo, del liquido amniotico e della placenta grava sui muscoli del bacino e sulla vescica. È quindi possibile che si manifestino i classici sintomi dell’incontinenza da sforzo.

INCONTINENZA POSTPARTO

Molte neomamme dopo il parto soffrono di incontinenza urinaria da sforzo. I motivi principali sono il calo di tono del pavimento pelvico, dovuto al puerperio, il prolasso dell’utero e della vescica, cioè lo spostamento verso il basso di questi organi, lo stiramento della muscolatura pelvica, con conseguente perdita di elasticità e sensibilità dei tessuti.
Per questi motivi la muscolatura volontaria, che regola il flusso dell’urina, può diventare meno controllabile, dando luogo a episodi di incontinenza.
Tali episodi si verificano più frequentemente in caso di un parto lungo, di un bimbo particolarmente grande e quando la madre ha già avuto altri figli.

INCONTINENZA IN MENOPAUSA E IN ETÀ AVANZATA

Molte donne soffrono di perdite urinarie durante la menopausa. La causa principale è dovuta ai cambiamenti ormonali e alla riduzione del livello di estrogeni. Si può verificare quindi un indebolimento dei muscoli addominali, un cambiamento di posizione della vescica, un assottigliamento e irrigidimento del tessuto del tratto urinario e vaginale.

INCONTINENZA E ATTIVITÀ FISICA

Alcuni sport, se praticati in modo costante e intenso possono accentuare i sintomi dell’incontinenza. Se l’attività svolta prevede movimenti e sforzi che vanno ad aumentare la pressione addominale o consistenti impatti con il suolo (come nei salti, nelle cadute dall’alto, nella corsa) potrebbe provocare perdite urinarie anche in donne giovani, che non hanno mai partorito.

 

3Le cause

CAUSA PRIMARIA

L’incontinenza urinaria è causata principalmente da un indebolimento o disfunzione del pavimento pelvico: un insieme di fasce, legamenti e muscoli, che sostengono l’apparato urinario e permettono la continenza di base e di urgenza, grazie alla contrazione volontaria.
Un suo indebolimento potrebbe portare a una diminuzione della pressione di chiusura dell’uretra, della vagina e del retto, e causare perdite urinarie involontarie.

CAUSE SECONDARIE

I principali fattori di rischio dell’incontinenza urinaria femminile sono:

  • gravidanza
  • parto
  • traumi ostetrici (episiotomia)
  • menopausa
  • obesità
  • cattive abitudini (trattenere la pipì troppo a lungo).

Altre cause dell’incontinenza urinaria, derivate da patologie, sono:

  • cistite
  • infezioni del tratto urinario
  • calcoli
  • problemi intestinali
  • stipsi
  • patologie che alterano la funzionalità nervosa come il parkinson, l’alzheimer
  • ictus
  • lesioni o danni al sistema nervoso
  • danni ai nervi causati da diabete, sclerosi multipla o lesioni del midollo spinale.

4Le soluzioni

PREVENZIONE

Una delle cause dell’incontinenza urinaria è il perpetuarsi di cattive abitudini nel tempo. Ecco perché una delle soluzioni, alla portata di tutti, è quella di cambiare questi comportamenti e di conseguenza prevenire il problema. Ma quali sono queste cattive abitudini e come possiamo evitarle?

Lo stop-pipì, affrettare la pipì e urinare in piedi.

Interrompere volontariamente la minzione, affrettarla o assumere una posizione eretta o semi eretta non sono pratiche corrette, perché non permettono l’adeguato svuotamento vescicale e obbligano a spingere, sottoponendo l’apparato urinario a uno stress inutile.
La giusta posizione da assumere è tenere i piedi ben appoggiati a terra, formando un angolo acuto tra coscia e addome, in modo che il perineo collabori con i muscoli addominali senza creare opposizione.

Trattenere la pipì troppo a lungo o fare pipì preventivamente.

Aspettare ad andare in bagno fino a quando proprio non ce la facciamo più agisce negativamente sull’elasticità della vescica, inoltre il nostro cervello impara a fornirci il segnale di bisogno di minzione in modo sempre più tardivo, fino a raggiungere il momento in cui sarà troppo tardi.
Fare la pipì quando ancora non ne sentiamo il bisogno, magari prima di uscire di casa, è un’abitudine scorretta, innanzitutto perché – come nel primo caso – siamo costretti a spingere, stressando inutilmente il nostro apparato, e in secondo luogo perché il nostro cervello impara a fornirci il segnale di bisogno quando la vescica non è piena e in modo sempre più frequente.
La soluzione è quindi quella di andare in bagno solo quando sentiamo lo stimolo, senza trattenerla troppo a lungo, e senza andare in bagno troppo spesso.

Non svuotare completamente la vescica.

Per la troppa fretta può capitare di non terminare l’atto della minzione e non svuotare totalmente la vescica. Questa pratica è davvero molto rischiosa perché non solo può portare in futuro a forme di incontinenza, ma il residuo d’urina può favorire il rischio di infezioni urinarie o cistiti.
La soluzione è quindi quella di prendersi il giusto tempo per completare questa attività, senza farsi prendere dalla frenesia di finire presto.
Eliminare queste cattive abitudini e assumere invece un comportamento corretto può aiutarci nel prevenire l’insorgenza dell’incontinenza urinaria. Quindi perché non seguire queste semplici regole e trasmetterle anche alle generazioni future?

 

ALLENAMENTO

Come abbiamo già visto, la causa principale dell’incontinenza urinaria è un’alterata funzionalità del pavimento pelvico. Questa struttura però può essere allenata, sia preventivamente per evitare la comparsa dei sintomi in futuro, sia dopo l’insorgere dell’incontinenza per eliminare questo problema. Infatti, l’allenamento del pavimento pelvico è fondamentale per la risoluzione dell’incontinenza urinaria ed è sempre consigliato, anche quando è necessario ricorrere a trattamenti farmacologici o chirurgici, per aumentarne l’efficacia ed evitare recidive.

Per avere maggiori informazioni o iniziare a sviluppare maggiore consapevolezza su questa parte del tuo corpo, puoi consultare la sezione pavimento pelvico presente nel nostro sito.

ALIMENTAZIONE

Un aspetto non determinante, ma che sicuramente deve essere controllato, è quello dell’alimentazione. È consigliabile ridurre l’assunzione di caffè, tè, coca-cola, alcolici, in quanto sostanze eccitanti che stimolano il senso di urgenza. Inoltre, bisogna assumere una giusta quantità di liquidi per evitare un’eccessiva frequenza del bisogno di mingere, senza però ridurla in maniera eccessiva. È necessario rispettare il proprio fabbisogno, in relazione allo stile di vita. Una dieta ricca di fibre e acqua evita l’insorgere della stipsi, che può influire nell’indebolimento della vescica e del pavimento pelvico.

FARMACI

Nei casi più gravi di incontinenza urinaria e nel caso di infezioni o cistiti potrebbe essere necessario un trattamento farmacologico. Anche in questo caso ricorda di prenderti cura del tuo pavimento pelvico con l’allenamento quotidiano.

CHIRURGIA

Solo una esigua percentuale di donne, meno dell’1% (secondo la National Association of Continence), si sottopone a trattamento chirurgico per risolvere le perdite di urina involontaria, laddove la riabilitazione o il trattamento farmacologico risultano insufficienti.

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